PARLARE DI OMEOPATIA

Parlare di omeopatia
Posted on maggio 5th, 2008 di giovanna
Parlare di Omeopatia, oggi, in Italia, genera ancora gran confusione. Quasi tutte le Farmacie riportano, sulla loro insegna, la scritta “Omeopatia”, eppure se una persona entra e chiede un medicinale omeopatico che non sia Arnica o Belladonna, tanto per citare due tra i rimedi più usati e abusati, non trova quasi mai risposte adeguate.

Tanta parte della popolazione, tra cui molti medici, ahimè, pensa che curarsi con l’omeopatia sia un vezzo modaiolo, nella migliore delle ipotesi, un’azione inutile, nella peggiore, dato che ritengono tale pratica terapeutica assolutamente priva di efficacia, di validità, nonché di scientificità. Quante volte, nella mia professione medica, ho sentito sminuire ingiustamente da colleghi, che peraltro appaiono seri e preparati, le grandi capacità terapeutiche delle cure omeopatiche!

Il medico che si permette ancora di classificare come “acqua fresca” un medicinale omeopatico, è semplicemente un medico che non ha mai potuto o voluto studiare e approfondire le basi su cui si fonda questa branca medica, limitandosi ad un comodo atteggiamento di rifiuto, basato su nozioni vecchie, sul “sentito dire”, su un approccio aprioristicamente chiuso alle nuove scoperte della scienza o a tutto ciò che non sia la cosiddetta medicina “ufficiale”. Il risultato è che alla fine, poi, si rischia di mettere nello stesso calderone omeopatia, fitoterapia, omotossicologia, naturopatia, iridologia, e ogni altro tipo di disciplina che, invece, ciascuna nel suo campo, è portatrice di valide indicazioni diagnostiche, spesso anche terapeutiche.

A questa grande confusione contribuisce non poco anche quella parte dell’informazione e dei media che danno superficialmente spazio a chiunque si dichiari “esperto in terapie naturali”.
Ma è soprattutto alle istituzioni che va imputata la maggior carenza di chiarezza, in ambito legislativo.
L’Italia è l’unico paese in cui il farmaco omeopatico non è rimborsabile dal SSN, nonostante le ultime indagini DOXA riportino che si curi omeopaticamente oltre il 23% della popolazione.(Si pensi che in Francia tale percentuale sale ad oltre il 60%)
Paradossalmente nel nostro paese, proprio quando i medicinali omeopatici possono, per legge, essere venduti anche nei supermercati, non è richiesto a chi li vende di sapere cosa stia vendendo, sia egli farmacista o no.
Ugualmente i medici di base non sono tenuti a conoscere questi medicinali, né le indicazioni terapeutiche che li riguardano.
L’omeopatia non è medicina “alternativa”, è medicina e basta, e, come tale, richiede uno studio pluriennale e un aggiornamento continuo.
Non c’è medico omeopatia serio che possa negare l’efficacia di un antibiotico, quando serve. Ma altrettanto non dovrebbero esserci medici generici seri che possano negare l’efficacia indiscussa di una terapia omeopatica nella cura del paziente. Nelle malattie croniche,ad esempio, laddove la medicina convenzionale mostra tutti i suoi limiti, l’omeopatia mostra da anni, con chiara evidenza, comprovati successi.

La Medicina Omeopatica apre le porte a possibilità terapeutiche fino a qualche anno fa assolutamente impensabili.