Aggiornamenti sul CoVid-19

Si è detto che il recettore di questo nuovo Coronavirus sia l'ACE2, un enzima di conversione dell'angiotensina2; e sicuramente è così, in una seconda fase dell'infezione, perché l'ACE2 è molto presente a livello periferico, e permette al virus di penetrare nell'epitelio del sistema respiratorio, cardiaco, intestinale e renale. Ma l'ACE2 non è espresso sulle cellule dendritiche, quelle cellule cioè del sistema immunitario che per prime rispondono all'entrata di un agente patogeno nell'organismo, quindi non può essere il primo recettore, ce n'è un altro, che pensiamo possa essere il DPP4 (quello della MERS) una proteasi espressa sia su cellule dendritiche che periferiche; il DPP4, anche noto come CD26, permette il legame tra virus e cellula dendritica e da qui l'inizio di un lieve stato infiammatorio, i cosiddetti "sintomi di stato", malessere, febbricola, dolori muscolari, raucedine ect.., dovuti all'internalizzazione del virus, la sua processazione nel nucleo della cellula, la sua presentazione all'esterno della membrana: solo a questo punto il linfocita "legge" l'Antigene presentato e si clona il linfocita specifico. E' solo a questo punto che si ha l'entrata negli epiteli periferici, tramite l'ACE2, ma tutto questo ha richiesto del tempo, dai 4 ai 6 giorni, a volte anche 8, durante i quali, se riusciamo a intervenire possiamo bloccare l'evoluzione e l'aggravamento di una sintomatologia.
Come fare? Esiste un anticorpo monoclonale, l'AntiCD26, in grado di inibire la trasduzione del segnale infiammatorio, purchè assunto ai primi sintomi, o preso come prevenzione, nella misura di una fl/die, alla 06LM P.L.
E' una vera tristezza ed una grossa frustrazione che, pur in assenza totale di farmaci specifici, nessuno prenda in considerazione questa possibilità terapeutica, perché omeopatica, quindi "non scientifica"....