No al "pensiero unico" in medicina

Se non mettiamo la libertà di cure mediche nella costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una dittatura.E il tentativo di limitare l’arte della medicina solo ad una classe di persone rappresenterà la Bastiglia della scienza medica (Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza USA).


Siamo all’assurdo : per non concedere un rinvio sulla scadenza di una pratica burocratica il ministro della Salute Beatrice Lorenzin rischia di far chiudere varie aziende che producono farmaci omeopatici. Il risultato sarebbe : altri disoccupati e grave danno per i pazienti (oltre 8 milioni in Italia) abituati a far ricorso a questi prodotti naturali , avendone evidentemente benefici anche per la mancanza di effetti collaterali.“C’è un grande pregiudizio nei confronti della medicina omeopatica ed è proprio questo il fattore che rallenta e complica le procedure legislative” dice il cavaliere Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese che riunisce le aziende del settore .Ossia un comparto industriale che, nel nostro Paese,produce oltre 300 milioni di euro l’anno, ponendoci al terzo posto per fatturato dopo Francia e Germania.La situazione è questa : l’Unione Europea , dopo aver riordinato nel 2011 nel settore farmaceutico , cinque anni dopo emanò una direttiva nella quale si stabiliva che il medicinale omeopatico è un farmaco sotto tutti gli aspetti . Un brutto colpo per certi ambienti anche accademici che avevano sempre ostacolato l’uso di questi prodotti naturali . Tale direttiva fu recepita in Italia solo cinque anni dopo , ma si è dovuto attendere altro tempo affinchè il Ministero della Salute disciplinasse il settore per garantire che sul mercato vadano farmaci autorizzati. Da qui l’esigenza di una autorizzazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).Attualmente in commercio esistono 13 mila farmaci omeopatici che dovranno essere autorizzati. La procedura burocratica, purtroppo, è complessa e può essere lunga: Così le aziende produttrici hanno selezionato i prodotti farmaceutici da presentare per l’approvazione , riducendoli a 5-6 mila, ma i tempi sono stretti.Ha scritto Azzurra Noemi Barbuto su “Cinquantamila.it” : “ Le aziende dovranno iniare all’Aifa la documentazione dettagliata relativa a ciascun medicinale entro giugno 2017 ed entro il 31 dicembre 2018 l’Aifa si pronuncerà riguarda ad ogni singolo podotto: …Allestire il dossier di ciascun farmaco richiede del tempo ed una volta inviato tutto all’Aifa, si apre una contrattazione tra l’agenzia e l’azienda affinchè vengano colmate possibili lacune o fatte delle precisazioni “ E’, in sostanza, un percorso ad ostacoli con una accelerazione di tempi da parte del Ministero della Salute non sostenibile dalle imprese che già si sono auto-ridotte la produzione diminuendo il numero dei farmaci con un evidente danno economico. Si era chiesta, quindi, una proroga per la presentazione dei dossier, ma in Parlamento il governo ha bocciato gli emendamenti, in proposito, presentati ed ora molte aziende piccole e medie non sono in grado di rispettare i tempi stabiliti e saranno costrette a chiudere se la ministra Lorenzin non recederà dalla sua assurda intransigenza:

“Anche i pazienti ed i medici, soprattutto i pediatri, saranno danneggiati dalla scomparsa di farmaci largamente utilizzati” sostiene il cav. Gorga che a nome di Omeoimprese ha rinnovato la richiesta di proroga.C’è speranza che la Lorenzin torni suoi suoi passi , evitando danni così evidenti ? Auguriamocelo altrimenti dovremmo credere al sospetto dello stesso Gorga : “ Ci sono condizionamenti esterni sul Ministero e anche sul ministro Lorenzin “, anche se , a suo avviso, non per eventuali interventi delle normali casa farmaceutiche, ma per la prevenzione di certi ambienti accademici nei confronti dell’omeopatia che è pur nata in Italia e da noi non è considerata dal servizio sanitario nazionale come in altri Paesi europei, costringendo i pazienti a spendere di tasca propria.Sarebbe l’ora, quindi, di smetterla con prevenzioni ed evidenti discriminazioni: L’Unione Europea ha, infatti, stabilito che il farmaco omeopatico è un medicinale a tutti gli effetti ed un governo che dice di tutelare i diritti e che si fa vanto di aver varato le unioni civili non può più ostacolare l’omeopatia